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Come funziona la terapia di coppia

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Come si svolgono le sedute di terapia di coppia: la nostra psicologa ci spiega come si svolge il percorso terapeutico delle coppie in crisi

Come funziona la terapia di coppia

Come si svolge una terapia di coppia? Quanto può durare e che tipo di percorso dovrà fare la coppia per risolvere i conflitti o raggiungere nuovi obiettivi? Perché si va in terapia e cosa accade se uno dei due partner decide di non collaborare o di non continuare?
 

Molti sono gli interrogativi che ciascun coniuge o partner si pone prima di iniziare un percorso di psicoterapia di coppia che può rivelarsi impegnativo, duraturo o dispendioso.  Allora è molto importante dare tutte le informazioni possibili che possano far sì che si intraprenda la terapia con tutta la serenità e la motivazione possibile. Prima una terapia si intraprenderà e meglio sarà: le terapie che infatti hanno luogo quando la crisi si rivela in fase iniziale, con bassa conflittualità e alta motivazione ad affrontare il disagio,  risultano da sempre quelle con miglior esito.

Terapia di coppia, superare le differenze di carattere

Innanzitutto è importante fare una premessa: non esiste una terapia di coppia, ma diverse terapie possibili, ossia diversi percorsi, e diversi approcci, che dipendono anche dal motivo per cui si decide si iniziarla. Ci sono terapie che servono a risolvere conflitti che da tempo affliggono la coppia e che creano diversi disagi ai singoli partner , altre che vengono intraprese per separarsi, ossia per affrontare la separazione al meglio, evitando problematiche che si riversino soprattutto sui figli.

Esistono poi psicoterapie mirate, come quelle sessuali, se uno dei due partner o la coppia in generale presentano disfunzioni sessuali quali calo del desiderio, disturbi dell’eccitazione, anorgasmia etc…Alcune terapie vengono invece intraprese dal singolo individuo, per risolvere problematiche personali che però si riversano sulla coppia stessa.

Ogni terapia dunque può avere durata diversa, ma normalmente dura una media di un anno, un anno e mezzo, se vi è costanza nella collaborazione di entrambi. La frequenza può variare da una volta alla settimana a una volta ogni quindici giorni almeno nella fase iniziale. Innanzitutto il terapeuta dovrà comprendere la reale motivazione che vi e’ dietro una richiesta di intervento, nel senso che i singoli partner potrebbero presentare motivazioni differenti ed esigenze prioritarie diverse, o pensare di avere un problema quando in realtà ce ne sono vari da affrontare.

Quindi ci sarà una prima fase di ascolto attivo in cui il terapeuta svolgerà più il ruolo di mediatore, per permettere ad entrambi di esprimersi in piena libertà, raccontando i propri vissuti e descrivendo fatti e risvolti diversi, il tutto senza essere inibiti o scoraggiati dall’altro. Seguirà poi una restituzione in cui il terapeuta metterà in luce le problematiche sia espresse che inespresse, cercando di far chiarezza su ciò che non viene comunicato apertamente.

Spesso infatti possono esserci argomenti tabù che uno dei partner o entrambi non riescono ad esplorare e il terapeuta avrà allora il compito di stimolare la coppia a confrontarsi su queste tematiche per poterle poi risolvere. Individuato dunque il problema che risulta alla base della dinamica di coppia, inizierà la fase terapeutica che andrà ad analizzare i comportamenti dei partner, gli eventuali miglioramenti in corso, i disagi affettivi che si possono presentare, eventuali modalità da intraprendere per risolvere le problematiche sessuali, laddove fossero presenti, o eventuali problematiche inerenti il tema della genitorialità. Se l’approccio lo prevede si darà spazio allo stile comunicativo di entrambi, con lo scopo di renderlo più efficace e funzionale al benessere della coppia.

Ma cosa accade se uno dei due partner dovesse decidere di non continuare la terapia, o dovesse decidere di separarsi o di concludere prima del tempo , perchè poco convinto di portare avanti il percorso? In questi casi la singola persona può decidere se portare avanti una psicoterapia individuale, o chiudere il contratto terapeutico in modo definitivo. Laddove ciascun partner decidesse di iniziare una nuova terapia individuale, sarà necessario che si svolga con due terapeuti diversi, da ciascuno scelti liberamente.

Persino l’impegno economico che graverà sulla coppia potrà essere discusso in terapia, anche perché ad oggi ogni terapeuta può fissare tariffe che tengano conto anche delle condizioni economiche specifiche di ciascuno, cercando il più possibile di venir incontro ad entrambi, esistono vere e proprie tariffe sociali per situazioni quali disoccupazione o reddito molto basso. Ogni terapia è naturalmente protetta da segreto professionale e potrà essere interrotta quando si desidera. Sarà comunque anche il terapeuta a rimandare ad entrambi l’importanza di arrivare in modo autonomo e consapevole a decidere possibilmente insieme,  quando e se il percorso potrà ritenersi concluso.