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Matrimonio rato e non consumato

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MATRIMONIO RATO NON CONSUMATO - In quali casi i coniugi possono ottenere la dispensa per il matrimonio rato e non consumato e come fare

Matrimonio rato non consumato

La mancata consumazione del rapporto coniugale con atto sessuale completo può essere motivo di dispensa, e dunque di scioglimento del matrimonio, da parte del Pontefice, poiché rappresenta, per la Chiesa cattolica, la volontà di non generare la prole alla quale il vincolo coniugale è preordinato per sua natura.

Come si annulla il matrimonio religioso

Matrimonio rato significato

Cos significa matrimonio rato? Il matrimonio rato è un matrimonio che è stato celebrato seguendo le normali procedure ed è pertanto valido, rato vuol dire proprio "approvato", "sancito". Per questo motivo quando si parla di matrimonio rato non consumato, si intende un'unione che malgrado sia stata celebrata regolarmente, senza vizi di forma o altri impedimenti, non è però stato consumato, cioè non c'è stato incontro sessuale fra i coniugi, ed ci sono quindi i presupposti per l'annullamento.

Matrimonio rato e non consumato diritto

In quali casi è possibile richiedere la dispensa per il matrimonio rato e non consumato? Le condizioni necessarie per ottenere la dispensa pontificia sono essenzialmente due:

  1. l’inconsumazione (provata, ad esempio, con l’impotenza del marito antecedente alle nozze o lo stato di verginità della donna);
  2. l’esistenza di una giusta causa (es. timore di un grave scandalo, avversione indicibile tra i coniugi, etc).  

Matrimonio rato e non consumato dispensa

La procedura prevede che il Vescovo diocesano competente (vale a dire quello del domicilio del coniuge richiedente), dopo aver ricevuto la richiesta, proceda all’istruttoria per accertare se esistano o meno i requisiti per la concessione del beneficio della dispensa. La prova della mancata copula coniugale può essere data mediante esame medico, audizione delle parti interessate e dei testimoni, oppure accertando che i consorti, successivamente alla celebrazione nunziale, abbiano sempre vissuto separatamente (cd. mancanza di coabitazione).

Terminata questa fase, il relativo fascicolo viene trasmesso al Tribunale della Sacra Rota in Roma, per il riesame e la valutazione del complessivo materiale probatorio raccolto in precedenza, e in vista del parere da sottoporre eventualmente al Pontefice, a cui è riservata in via esclusiva la concessione della dispensa.   

Effetti civili dispensa matrimonio rato e non consumato

La finalità della dispensa è del tutto eccezionale, poiché interviene a sciogliere un vincolo sorto in modo valido e che la Chiesa considera di per sé indissolubile; esso non rappresenta per ciò un diritto del richiedente, bensì si configura come una speciale concessione assolutamente facoltativa. 

Oltretutto, la facoltà pontificia di sciogliere l’unione coniugale si estende al di là del matrimonio rato, ovvero contratto tra battezzati, potendo riguardare anche quello celebrato tra un soggetto battezzato e uno non. Quanto agli effetti civili del provvedimento del Sommo Pontefice, trattandosi di una grazia concessa in presenza di determinate condizioni, essa viene considerata dallo Stato italiano un atto di natura amministrativa che, come tale, non può essere fatta valere nell’ordinamento giuridico del nostro Paese.

Resta, comunque, ferma la possibilità di ottenere una separata sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio, posto che la Legge sul divorzio, all’art. 3 lett. f), annovera, tra le cause di scioglimento diretto del vincolo, proprio l’ipotesi della mancata consumazione del rapporto coniugale.
 
A cura dell'Avvocato Francesca Oriali