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Figli: trasferimento del genitore separato

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Cosa succede quando il papà o la mamma si devono trasferire in un'altra città, lontano dai figli, dopo la separazione

Figli: trasferimento del genitore

La separazione può rappresentare per un bambino/a o un ragazzo/a un momento critico, che porterà il genitore a mettersi inevitabilmente in discussione, sia come individuo, che come riferimento per i propri figli. Può inoltre accadere che uno dei due genitori debba trasferirsi per motivi che esulino dalla fine del matrimonio o del rapporto, costringendolo ad un trasloco e ad una seconda separazione dal proprio/a figlio/a.

Questo può dipendere da diversi fattori tra cui quello economico ad esempio, o comunque condizioni che costringono il genitore a cambiare città e quindi anche stile di vita. Altre volte è il genitore stesso a desiderare un trasferimento per migliorare le proprie condizioni lavorative e di vita.

Separati in casa per i figli: una scelta giusta?

Naturalmente la principale preoccupazione per una persona costretta o decisa ad allontanarsi dalla propria città e dalla propria famiglia, riguarda il rapporto con i figli che, può incrinarsi ulteriormente, soprattutto laddove con questi vi fosse già una crisi in atto, dovuta per lo piu’ a fattori che non sempre hanno a che vedere con la separazione dal coniuge. Le ricerche da parte degli psicologi suggeriscono a questo riguardo che è la conflittualità tra i genitori, e la bassa qualità del rapporto con i figli, più che la separazione o l’allontanamento in sé e per sé, a produrre gli effetti negativi sul benessere di questi. 

Dopo una separazione in aggiunta ad un allontanamento fisico, dovuto ad un trasferimento, è probabile che il coinvolgimento affettivo del figlio o del genitore nei confronti dei figli cambi. In linea di massima le reazioni si possono suddividere in tre categorie: da una parte ci sono quelli il cui coinvolgimento rimane lo stesso, dall’altra parte ci sono quelli che in seguito a questi eventi prendono coscienza di quanto sia importante per loro la relazione tra genitore e figlio, impegnandosi a migliorare la qualità del loro rapporto; infine ci sono quelli che anche, ma non solo, a causa della distanza, si distaccano ulteriormente, non riuscendo ad investire adeguatamente  nella relazione affettiva.

Una situazione piuttosto frequente e di difficile gestione che si può presentare in caso di separazione e allontanamento fisico dai figli, è quella in cui il genitore che trascorre la gran parte del tempo con i figli, sentendo la maggiore responsabilità per quanto riguarda l’educazione, tende a fissare regole e a farle rispettare in maniera rigida, mentre l’altro genitore, che ha contatti meno frequenti, tende ad assumere atteggiamenti  permissivi ed indulgenti.

Questa situazione invariabilmente finisce per creare difficoltà a uno o entrambi i genitori, oltre che ai figli. Infatti, questi ultimi tendono ad essere particolarmente disubbidienti e provocatori, mentre i primi tendono a perdere la calma facilmente. Se i genitori non si sforzano di concordare una linea educativa comune si può mettere in moto un circolo vizioso, per cui il genitore rigido tenderà ad essere sempre più rigido, quello permissivo e fisicamente distante, sempre più permissivo, ed i figli sempre più disubbidienti.

Il modo migliore per rendere minimi sui figli gli effetti negativi legati ad una separazione con in seguito un trasferimento di un genitore, è che entrambi i genitori riescano comunque a garantire loro una relazione affettiva stabile e sicura. I genitori separati hanno un ruolo fondamentale nell’aiutare i figli ad adattarsi alle nuove situazioni. Per agevolare l’adattamento è necessario assumere comportamenti e atteggiamenti adeguati; in particolare è importante:

  1. dire ai figli esattamente ciò che sta accadendo intorno a loro e perché (gli studi evidenziano che gli effetti peggiori si verificano proprio nei casi in cui i figli non hanno una giusta comprensione degli avvenimenti);
  2. rispondere alle domande dei figli in maniera onesta e spontanea, tenendo presente, però, che è necessario evitare di incolpare apertamente l’altro coniuge, anche se da parte sua vi possono essere chiare responsabilità;
  3. chiarire ai bambini o ai ragazzi che loro non sono in alcun modo responsabili della separazione, né di altri avvenimenti come un trasferimento o un allontanamento momentaneo.
  4. fornire i dettagli e rispondere a tutte le domande dei figli quando vengono prese decisioni organizzative del tipo: con chi andranno a stare i ragazzi, i giorni di visita assegnati all’altro genitore, come fare per contattare l’altro genitore, ecc.;
  5. dare ascolto ai figli, e incoraggiarli a parlare ed esprimere i propri sentimenti per cercare di capire come vivono la separazione o l’allontanamento e che cosa ne pensano, in quanto non è infrequente che possano farsi idee sbagliate su ciò che sta accadendo;
  6. Tutti i cambiamenti e le separazioni comportano sempre una fase di assestamento più o meno complicata e dolorosa, ma fanno parte della vita e non esiste ciclo di vita senza eventi imprevedibili o apparentemente frustranti. Ma è il buon attaccamento tra genitore e figlio ad essere il cuscinetto protettivo per tutti e sarà così possibile affrontare questo cambiamento insieme, sentendosi meno soli e disorientati