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Lasciare il marito via mail

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Cosa accade se la moglie comunica la volontà di separarsi al marito tramite mail, abbandonando allo stesso tempo il domicilio coniugale

Lasciare il marito via mail

Vivo in Sicilia. Mia moglie mi ha lasciato, andando via da casa, con la scusa che nostra figlia, che vive a Roma, in quanto in stato interessante, aveva avuto problemi nella gestazione, senza darmi spiegazioni, facendomi sapere la sua decisione con una telefonata ed una email da Roma. Dopo quasi un mese è rientrata ma andando ad abitare in un'altra casa nostra in un comune vicino. Tutto ciò dal 29 maggio 2015. Ad oggi, nonostante mi abbia chiesto la separazione consensuale non si è fatta sentire con il suo legale. Come mi devo comportare sia per l'abbandono del tetto coniugale che per il resto?

Caro Signore,

purtroppo nella sua lettera non mi fornisce elementi sufficienti per valutare se la condotta di sua moglie sia o meno passibile di un rimprovero in sede civile, tale da legittimare una richiesta di addebito della separazione alla stessa, per violazione del dovere di coabitazione conseguente al vincolo matrimoniale e, più precisamente, per abbandono del tetto coniugale.

Abbandono del tetto coniugale, conseguenze

Pertanto, non posso che limitarmi a precisarle genericamente le circostanze in presenza delle quali il comportamento del partner che lasci la casa familiare possa determinare una pronuncia di addebito, così da offrirle quantomeno degli elementi che le consentano di chiarire alcuni suoi legittimi dubbi.

In linea di massima, le preciso che l’allontanamento del consorte dal tetto coniugale è tale da comportare l’addebito della separazione (con la conseguente perdita del diritto al mantenimento) quando lo stesso non risulti supportato da una giusta causa (quale ad esempio un contesto familiare di vicendevole intolleranza, o ancora la mancanza di intesa sessuale tra le parti, ecc.) che abbia reso intollerabile la prosecuzione della convivenza.

Ovviamente compete al coniuge trasferitosi altrove dimostrare che il proprio comportamento sia stato determinato da una crisi coniugale già in atto, così da andare esente da qualsivoglia responsabilità in merito. Se, al contrario, dovesse emergere che la rottura del vincolo coniugale sia dipesa proprio dall’ingiustificato abbandono della casa familiare da parte di uno dei coniugi, ciò non potrà che rappresentare un valido motivo per addebitare a quest’ultimo la separazione, con le conseguenze previste per legge.

Ad ogni modo, necessitando tale valutazione della conoscenza di tutti gli elementi del caso concreto (di cui ovviamente non vi è ulteriore specifica nella sua lettera), non mi rimane che consigliarle di rivolgersi ad un legale di sua fiducia il quale ben disporrà di più dettagliate informazioni inerenti al suo caso, così da meglio suggerirle il da farsi.