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Si può chiedere l'annullamento del matrimonio se il coniuge torna dai genitori?

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Se nel corso di una crisi di coppia uno dei due coniugi lascia il domicilio per assistere i genitori, si può chiedere l'annullamento del matrimonio religioso?

Annullamento matrimonio religioso coniuge torna dai genitori

Mi sono sposato ad ottobre 2013. Mia moglie abita ad una 50 di km e insieme decidemmo di acquistare una casa (al 50%) a 10 km dalla casa dei miei genitori dove stavo precedentemente. Sei mesi prima di sposarci il padre di mia moglie ha avuto un incidente sul lavoro ed ha perso un occhio. Stando meglio ci siamo sposati ed abbiamo iniziato la convivenza. Premetto che mia moglie ha un rapporto davvero morboso col padre che purtroppo per sua sfortuna le ha sempre impedito di fare le proprie scelte. E convengo ora che la scelta di sposarci sia stata fatta per fare contento il padre che a 37 anni lei e 38 io voleva si sistemasse. Dopo 4 mesi è mancata la sua mamma. Un tumore fulminate e solo dopo 2 mesi di ospedale è mancata. Da allora mia moglie è stata sempre peggio e ha iniziato una terapia da uno psichiatra che le ha prescritto dei farmaci da subito e gradualmente ad aumentare la dose di questi anti depressivi.

Ultimamente mia moglie è diventata sempre meno sensibile e riassumendo è arrivata a dirmi da inizio agosto di quest’anno che con me non si trova più bene (una mazzata) e che mancando sua mamma e con il papà a casa il suo posto non è più con me ma giù alla vecchia casa. Aggiungo che comunque ha una sorella di 5 anni più piccola che si sta prendendo cura del padre. In questi quasi 2 anni lei durante le settimane il lunedì mercoledì e venerdì si recava sempre da loro sia per stare nella loro azienda (piccola azienda meccanica con 10 dipendenti) si fermava a pranzo e tornava a casa verso le 17. Pretendeva ogni 2 o 3 week end sempre di stare con loro e loro uguale impedendomi di stare con mia moglie o vedere amici o fare altro.

Ora vengo accusato di non aver fatto elaborare il lutto e che ho costretto mia moglie a tornare a casa nostra e quindi si è sentita in diritto, offendendomi, che la opprimevo che il suo posto era giù da loro. La domenica del 16 agosto ha chiamato i suoi e si è fatta portare a casa. Non si è più fatta sentire per 15 giorni (mancando pure un impegno di un matrimonio di una mia cugina a cui dovevamo partecipare). Sentendomi a pezzi ho cercato di contattarla e prendendo ferie apposta sono stato giù a parlare. Dopo un paio di giorni il primo settembre è tornata ma sempre fredda nemmeno chiedendo scusa della sua indifferenza.

L’ultimo giorno di ferie il mercoledì 10 settembre era nuovamente sul punto di tornare giù sempre perché incompresa. Io in questi giorni ho fatto di tutto comprandole fiori e portandola in giro per ristoranti e cercando intimità per fare pace sempre negata. Casualmente ho trovato un sms sul suo telefonino del suo personal trainer che diceva (ecco adesso mi dice pure che sono lontana e fredda, mah.. adesso ho bisogno di parlare un pò. Sono sola non posso parlare con nessuno) Altra mazzata. Facendo finta di nulla le ho chiesto come andava con suo personal trainer mentre preparava le sue cose per stare nuovamente via, lei negando in un momento in cui ero assente ha cancellato i messaggi. Allora le ho chiesto di farmi vedere se non nascondeva nulla e senza pensare che io avessi già visto mi ha dato il cellulare. Le ho chiesto di dirmi la verità ma ha negato spudoratamente, poi quando le ho fatto notare il contenuto ha ammesso dicendo che non era nulla e che aveva sbagliato a mandare quel sms. Questo ragazzino di 24 anni suo personal trainer credo non abbia fatto nulla di male ma lei invece ho capito abbia preso una cotta, infatti per una settimana essendo avvocato mia moglie l'ha aiutato documentandosi sul caso del padre che aveva un insoluto con dei fornitori e ho scoperto dopo che mentre io ero a casa in quelle ferie famose lei si era recata anche in banca per aiutare il ragazzo e suo padre.  
A questo punto dicendole che ho perso la fiducia per la falsità e la mancanza di rispetto ho capito che non gli interessa nulla di me, lo dimostra il fatto di questa assenza e mancanza di contatto quando era via di casa. Inizialmente ha cambiato tattica e mi ha detto cose che da un anno almeno non mi diceva che, che la sua casa ora era qui di ricominciare. Nuovamente è tornata dai suoi la sera stessa dicendomi che stavolta voleva restare ma io le ho detto che essendo anche casa sua non volevo stare con lei e le avrei lasciato la casa andando io dai miei. Non riuscivo più a sopportare di vederla nella sua incredibile falsità

Dal giorno dopo non si è più fatta sentire. Mi chiedevo:

l'abbandono del tetto coniugale è valido e se si può prendere qualche provvedimento (in previsione di avere delle carte da giocare a proprio favore per una probabile separazione)
Se ha altri doveri a cui sta mancando o se posso rischiare invece che gli venga riconosciuto che è malata e in cura da quasi un anno. Ho paura perchè l’ho vista cattiva nei miei confronti, ha minacciato di volere la sua metà di casa e di andare a metterla in vendita. Poi essendo lei avvocato praticante immagino sappia tutto per mettermi al muro.

Io vorrei sapere anche se c'è la possibilità di un annullamento religioso. Lei dopo la morte di sua mamma ripete sempre che non è più qui il suo posto e che non vuole figli.  Io sono molto religioso e ci ho creduto ma mi sento ingannato non la riconosco più. Sarei anche contro alla separazione consensuale perchè il vincolo del sacramento sarebbe anche su mia decisione. Cosa rischio se dovessimo andare ad una giudiziale? So che il codice sia canonico che civile ha avuto cambiamenti di recente

Mi potete consigliare? Sto molto male ma adesso mi devo preparare ad affrontare tutte le conseguenze della sua scelta e mi sento solo e impreparato. Si è allontanata molto, non mi cercava e chiedeva più di me negli ultimi due mesi cucinava per sè. Colazione faceva da sola. Le ho proposto sempre di andare via per fare qualche week end ma non ci stava più bene. Già le ferie di luglio al mare e un week end a Firenze mi sono stati rinfacciati perchè non aveva voglia. Grazie anticipatamente,

Scusate per la confusione della mail ma l’ho buttata giù di getto.
 

Caro Signore,

non mi è chiaro chi, tra lei e sua moglie, abbia di fatto lasciato l’abitazione coniugale, trasferendosi momentaneamente altrove, vista la crisi matrimoniale in atto e, a quanto mi pare di comprendere, risalente già a qualche mese orsono. Ad ogni modo, nel caso in cui ciò fosse accaduto per sua iniziativa, le consiglierei di inoltrare, sin da subito, alla sua coniuge una raccomandata a.r. in cui, preso atto dell’intollerabilità della prosecuzione della convivenza tra voi per i motivi che le suggerirei di specificare, informa la stessa di volersi trasferire in luogo diverso dall’immobile familiare. 

Il fatto poi che sua moglie abbia di recente patito un lutto in famiglia, seppur grave, non esclude che la stessa debba attenersi e rispettare i doveri nascenti dalle nozze, quale quello di fedeltà coniugale (anche se, in mancanza di prove, il presunto “flirt” da lei ipotizzato può essere solo supposto da parte sua) e di collaborazione nell’interesse della famiglia. Inoltre, per quanto concerne la sua domanda circa la possibilità di un annullamento del matrimonio religioso tra voi celebrato, senza volermi addentrare nel merito della sua vicenda (posto che non dispongo di elementi sufficienti per fornire una risposta concreta al suo caso), la informo che, affinché si possa ottenere una pronuncia in tal senso, è necessario che siano venuti a mancare i fondamenti principali dell’unione canonica, tra cui può annoverarsi anche la procreazione.

Pertanto, in linea di massima, la circostanza che un coniuge escluda espressamente la volontà di avere dei figli dal costituendo matrimonio può rappresentare, in presenza di determinati presupposti, valido motivo di annullamento dello stesso. Infine, nel caso in cui vogliate intraprendere l’iter ordinario di separazione avanti all’Autorità Giudiziaria, è possibile procedere con un ricorso per separazione consensuale (il quale presuppone un accordo tra i coniugi, successivamente omologato dal Giudice), oppure, in mancanza di un’intesa tra le parti, percorrere la via giudiziale, con evidente aggravio di spese e costi a carico di entrambi i coniugi, posto che quest’ultima non si esaurisce in tempi celeri, comportando al contrario l’instaurazione di un vero e proprio giudizio.   

Avv. Francesca Maria Croci